CRIT
primo ciclo di crit organizzato da viaraffineria
COS’È UN CRIT?
Un CRIT è un momento in cui unə o piu artistə presentano il proprio lavoro al pubblico. È una sessione di dialogo collettivo in cui si discute in merito all’opera, talvolta non ancora ultimata, esposta.
COME SI SVOLGE?
Ogni CRIT possiede una partitura prestabilita: suddivisa in una prima parte riservata ai soli commenti dei fruitori, e una seconda in cui il confronto si fa diretto con l’artista. Nonostante il titolo alluda al concetto di “critica”; nel CRIT ogni giudizio è sospeso in favore di un’analisi condivisa utile all’artista a future prospettive o ragionamenti. Si dialoga in maniera amichevole, confortante; senza nessuna pressione o paura di dare o subire un giudizio. Vi consigliamo la lettura di questo articolo “The Purpose of Critique” che ben illustra l’importanza e la funzionalità della critica: https://howtocrit.com/index.html.
Il programma dei CRIT intende avvicinare il pubblico alla produzione dellə artistə che vivono, operano o si trovano di passaggio nella zona del catanese, stimolando il dibattito attorno all’attuale produzione contemporanea della costa orientale della Sicilia.
Il prossimo appuntamento
Il programma dei prossimi CRIT è in fase di definizione, seguici per rimanere aggiornatə.
CRIT nr. 2
22 marzo presso paru paru con le artiste Silvia Muscolino e Lara Schilirò.
Silvia Muscolino (Catania, 1998) vive e lavora tra Catania e Santa Teresa di Riva. Dopo gli studi e la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, si trasferisce a Catania, dove nel 2025 si specializza presso il biennio di Pittura e Linguaggi del Contemporaneo all’Accademia di Belle Arti. Nello stesso anno viene selezionata per il programma espositivo del progetto “Coalizioni Isola” di Isola|Catania (vincitore del bando Laboratorio di Creatività Contemporanea 2024-2026, della Direzione Generale Creatività Contemporanea) e per la VI Edizione del programma di residenza d’artista di SITU Festival.
Attraverso la pittura, il disegno e l’installazione, indaga nuove vie espressive per un Femminile rigenerato, dove scene dal gusto cinematografico ispirate a memorie collettive e personali, definiscono i piani simbolici in cui idillio e tormento si incontrano e si contaminano a vicenda. Tra le ultime mostre: Come mi sento quando... (a cura di Barbara Cammarata e Mario Bronzino), Isola| Catania, Catania, 2025 (Solo Show), T3ssiture, Foro G Gallery, Messina 2026; Pittura Fresca, Galleria Clou, Ragusa 2025; SITU Festival VI, Palazzo Busacca, Ficarra 2025; Superfresh, Galleria SACCA, Modica 2025; Forme Consapevoli (a cura di Mario Bronzino), Fondazione Amleto Bertoni, Saluzzo 2025; No Time No Space (a cura di M. Sanzeri, M. Mangiapane e C. Callari), LOC - Laboratorio Orlando Contemporaneo, Capo D’Orlando 2024; Volàtile, Galleria Massimoligreggi, Catania 2024; Praticare il silenzio, tracciarne la forma, Galleria SACCA, Modica 2024.
Lara Schiliró (Catania, 2000) ha conseguito la laurea triennale in Nuovi Linguaggi della Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. È vincitrice della XVII edizione del Premio Nazionale delle Arti (Carrara, 2023) e del Premio “Città di Monza”, assegnato nell’ambito della Biennale Giovani 2026. La sua ricerca indaga la rimembranza, il ricordo e la loro rievocazione, attraversando sentimenti remoti e memorie dolorose. Attraverso l’uso di oggetti e fotografie ritrovate, tra residui infantili e perimetri d’appartenenza, il suo lavoro affronta la perdita, la conseguente assenza e ciò che di essa rimane. Nel tentativo di ricordare da dove proveniamo e a cosa apparteniamo, raccoglie e ricompone tracce di memorie condivise.
CRIT nr. 1
28 febbraio presso paru paru con lə artistə in residenza Anna Belahlou, Sofia Yevlaninkova e Eldaire Terisse.
Anna Belahlou attualmente frequenta l’École Supérieure d’Art di Clermont, Francia Fa parte del collettivo “La Porte”, con il quale pubblica una rivista annuale. Ha partecipato a due mostre: una presso la galleria L’Atelier e l’altra presso la School of Fine Arts nell’ambito della manifestazione “M28 les chemins du vivant”. La sua pratica artistica unisce video e scultura, creando narrazioni grottesche ispirate a Jan Svankmajer, Ladislas Starewitch e Bertrand Mandico.
Eldaire Terrisse è un artista transmasc. Si è diplomato all’École Supérieure d’Art di Clermont nel giugno 2024. Attualmente vive e lavora a Lille, in Francia. La sua produzione artistica esplora il mondo delle fantasie, dei ricordi e delle strategie di sopravvivenza queer in un contesto sociale sempre più fascista. Nel suo lavoro costruisce un immaginario in cui tutto si trasforma, transita e si adatta costantemente ai cambiamenti, scelti o subiti. Invita gli spettatori a sognare un mondo queer e comunitario, a perdersi nelle allucinazioni di creature magiche che trasformeranno i loro corpi, a viaggiare in paesaggi familiari ma distorti e a immaginare nuovi modi di stare insieme. La sua pratica artistica si concentra principalmente sulle immagini, sulla costruzione di spazi e sulla microeditoria. Lavora con colori, texture e luci per raccontare storie.
Sofiia Yevlaninkova attualmente frequenta l’École Supérieure d’Art di Clermont, Francia. La sua ricerca artistica consiste nel prestare attenzione. Ci sono fili ovunque, collegamenti. Li tira. I fili formano dei nodi. I nodi sono le storie che si creano mentre si districano i fili, come piccoli strappi. È testimone delle storie che cercano di raccontarsi. Districa i fili, con meticolosità o impazienza. A volte i fili si spezzano e il suo lavoro consiste nel riparare. E la condizione delle cose e degli esseri. E se i fili vengono tagliati, il suo lavoro riguarda le cose taglienti della vita.
